Dalla cava di Crevoladossola alle grandi opere monumentali

L’utilizzo della pietra come materiale da costruzione, povera per beni comuni o pregiata per templi, sepolcri ed opere pubbliche, appartiene alla storia dell’uomo e le risorse lapidee, proprio perché utilizzate per dare forma espressiva alle creazioni antropiche, costituiscono una parte importante del patrimonio culturale dell’umanità.

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Facciata realizzata in marmo Palissandro.

XI secolo

Situato in località Lorgino, il marmo Palissandro è utilizzato da tempo immemorabile. Le prime testimonianze tangibili risalgono all’XI secolo.
Al marmo Palissandro si deve la realizzazione di alcune significative opere monumentali, prime fra tutte l’Arco della Pace di Milano e il Duomo di Pavia.

1488

Dalla metà del XV secolo la città di Pavia, seguendo l’esempio della vicina Milano, cominciò a sognare una propria prestigiosa cattedrale. La costruzione del duomo di Pavia, fortemente voluta dal cardinale Ascanio Sforza, fratello di Ludovico il Moro, iniziò nel 1488 sotto la direzione lavori dell’architetto Cristoforo Rocchi su progetto del Bramante. La fabbrica del Duomo di Pavia adottò come cava quella di Crevoladossola, capace di produrre in grandi quantità un pregiatissimo marmo. La cava di Crevola continuerà ad essere sfruttata dai pavesi per diversi secoli, tanto da essere chiamata anche la cava di Pavia.

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Duomo di Pavia, Italia.

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Arco della Pace, Milano, Italia.

1807

L’Arco della Pace rappresenta uno dei più imponenti ed importanti monumenti neoclassici di Milano. Il trionfale Arco situato all’inizio di corso Sempione venne concepito quale simbolo dell’apertura della strada napoleonica di collegamento fra Milano e Parigi. Deposto Napoleone, l’Arco della Pace venne dedicato alla pace fra le nazioni europee suggellata nel 1815 dal congresso di Vienna.

Per la realizzazione delle otto monumentali colonne monolitiche, delle sculture e delle colossali statue dei fiumi, venne utilizzato il marmo di Crevoladossola, trasportato a Milano mediante carri costruiti appositamente per resistere al peso ed evitare fratture delle colonne (alte 12,63 metri e con un diametro di 1,27 metri) realizzate in un solo blocco di splendido marmo Palissandro.

Anni ’70

Nel 1974 Lorenzo D’Aloisio ha acquistato la cava di Crevoladossola, l’unico giacimento al mondo di marmo Palissandro, una roccia di straordinaria bellezza, brillante e multi-cromatica, dotata di grande resistenza. L’acquisto di questo giacimento ha costituito un passaggio cruciale nella storia del Gruppo Tosco Marmi, che da quel momento ha orientato le proprie attività ed i progetti di sviluppo attorno alle necessità estrattive, di lavorazione e commerciali della cava di Palissandro.

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La cava di Crevoladossola negli anni ‘70.

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Lorenzo D’Aloisio e alcuni cavatori.

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